Sette
& culti
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Test di verifica sulle
Sette con Controllo Mentale degli adepti
Questo test ha lo scopo
di aiutare a riconoscere elementi di controllo mentale
all'interno di qualsiasi gruppo o movimento di cui
facciate parte o ai quali vi siete avvicinati, o che
comunque vi appaia sospetto. Ma non è
l'unico modo di usarlo: è costruito in modo che voi
possiate anche soltanto leggerlo per rendervi conto di
quali siano i principali aspetti che fanno di un gruppo
religioso, culturale o psicoterapeutico una SeCoM. Nel caso dell'uso come test, è
ovvio che le risposte avranno un senso diverso a seconda
del grado di coinvolgimento nel gruppo stesso da parte di
chi risponde, e ciò sarà tanto più evidente se il
gruppo è effettivamente una SeCoM. La sezione I in
particolare presenta alcune domande riservate a chi è
già membro di un gruppo. Non c'è, come potete vedere,
un punteggio come nei test delle riviste commerciali:
con X punti leggete il responso Y
Ovvero: non c'è una soglia precisa oltre la quale siete
a contatto con una SeCoM, in quanto ogni SeCoM privilegia
di norma solo alcuni dei sistemi di controllo della
mente, e con intensità molto diverse; quello che è
importante quindi non sono i singoli elementi ma
l'impatto complessivo sui membri e sulle loro autonome
capacità di esaminare la realtà, di prendere decisioni
in genere e soprattutto decisioni in merito al gruppo
stesso. È chiaro quindi che in questo test il
punteggio ideale è il più possibile vicino
a zero.
Definizioni
preliminari
- Gruppo:
intendiamo col termine qualsiasi movimento
religioso e non, organizzazione, associazione,
sistema di relazioni o di vendita organizzate che
possa comunque rientrare nelle definizioni date
nelle pagine precedenti.
Leader:
in senso stretto indica la figura centrale, la
figura-guida di solito carismatica di un gruppo;
in senso lato indica qualunque membro che abbia
un ruolo di guida rispetto ad altri membri, i
quali a loro volta possono rivestire tale ruolo
rispetto ad altri secondo una struttura
piramidale ramificata e gerarchica di questi
tipo:
I
/ \
/ \ / \
/\ /\/\ /\
dove I è la
figura centrale alla quale fanno riferimento due
o più figure di secondo livello, a ciascuna
delle quali fanno riferimento altre figure di
livello ancora inferiore etc.
Dottrina:
in generale (e non solo in senso religioso)
indica quel corpo più o meno vasto di idee,
scopi, visioni del mondo e dell'uomo che
costituiscono la struttura cognitiva del gruppo.
Sezione I - Domande
introduttive
(N.B. : le
domande 5, 6, 7, 10, 15 sono evidentemente destinate a
chi è già membro del gruppo esaminato)
1. Le informazioni sul gruppo di cui disponi provengono
esclusivamente dal gruppo stesso?
<> Si <> No
2. Conosci esattamente la storia, la formazione culturale
e le azioni del leader?
<> Si <> No
3. Senti qualche tipo di pressione ad accettare
incondizionatamente il gruppo, il leader
o le sue idee?
<> Si <> No
4. Fare domande su aspetti non chiari del gruppo, del
leader o della dottrina ti crea
qualche disagio?
<> Si <> No
5. Hai mai contattato ex appartenenti al gruppo per
sapere direttamente da loro i motivi del loro abbandono o
altre informazioni sul gruppo?
<> Si <> No
6. Se hai risposto Si alla domanda precedente
e hai effettivamente parlato con ex membri, in seguito:
- <> a) Sei
stato contattato da membri che ti hanno chiesto
di riferir loro quanto hai appreso.
<> b) Non è cambiato nulla.
<> c) Sei stato oggetto di una quantità
insolita di visite e/o telefonate da parte di
membri.
7. Se hai risposto
No alla domanda 5: non hai parlato con ex
membri perché:
- <> a) Non ne
esistono o comunque non hai oggettivamente la
possibilità di entrare in contatto con loro.
<> b) Temi di non riuscire a discernere la
veridicità di quanto essi affermano.
<> c) Temi che quanto verresti a sapere
potrebbe minare la tua adesione al gruppo.
<> d) Temi di incorrere in punizioni o
giudizi negativi da parte del gruppo.
8. È richiesta
obbedienza assoluta o sottomissione?
<> Si <> No
9. Il leader ha precedenti penali?
<> Si <> No
10. Se è accaduto che il leader sia stato accusato di
reati o cattiva condotta, sia pur in assenza di prove,
tu:
- <> a) Hai
appreso dal gruppo che si trattava di semplici
calunnie e non hai indagato oltre.
<> b) Hai cercato di identificare la fonte
di tali accuse e di saggiarne l'affidabilità in
modo autonomo.
11. Il leader evidenzia
un tenore di vita lussuoso, possiede grosse auto e
residenze, e nello stesso tempo predica la virtù della
rinuncia ai beni terreni?
<> Si <> No
12. Avverti qualsiasi tipo di pressioni a proposito del
portare nuovi adepti al gruppo?
<> Si <> No
13. Il gruppo ritiene che l'uso di tecniche psicologiche
e persuasive allo scopo di trovare nuovi adepti sia:
- <> a) Da
evitarsi.
<> b) Legittimo se è per il bene del
possibile nuovo adepto.
<> c) Sempre legittimo.
14. Ci sono
insegnamenti, pubblicazioni o forme di riunione distinti
tra per tutti e solo per membri?
<> Si <> No
15. Se non l'hai già fatto, chiedi al responsabile della
contabilità di prendere visione dei documenti che
illustrano l'utilizzo dei fondi del gruppo. Come si è
svolta la cosa?
- <> a) Non ha
senso chiedere di vedere i bilanci perché un
buon membro dovrebbe avere piena fiducia
nell'organizzazione.
<> b) Ho potuto vedere i documenti
richiesti, ma mi è stato fatto notare che la mia
lealtà/fede/fiducia sono deboli.
<> c) Non ho dovuto chiedere perché i
bilanci sono pubblicati in spazi pubblici.
<> d) A richiesta mi sono stati mostrati
tutti i documenti senza resistenze o
recriminazioni.
<> e) Nonostante la richiesta, non sono
riuscito a prendere visione di tutti i documenti
contabili.
16. Nel caso si
verifichino gravi errori, o abusi, o ingiustizie
all'interno del gruppo, esiste qualche tipo di
Comitato etico o comunque una struttura
indipendente che possa intervenire sanzionando o
correggendo?
<> Si <> No
17. La struttura della leadership è di tipo
piramidale-ramificato gerarchico (vedi definizione di
leader):
<> Si <> No
Risposte a rischio
nella sez. I:
1. Si
2. No
3. Si
4. Si
5. No
6. (a); (c)
7. (b); (c); (d)
8. Si
9. Si
10. (a)
11. Si
12. Si
13. (b); (c)
14. Si
15. (a); (b); (e)
16. No
17.Si
Sezione II -
Controllo del comportamento
1. In tutti o in
alcuni dei seguenti aspetti del comportamento l'essere
membro è del tutto vincolato al rispetto di prescrizioni
da parte del gruppo o di un componente della leadership.
- <> Dove e
come vivere, con chi vivere, chi frequentare.
<> Come vestirsi, pettinarsi, etc.
<> Quanto, cosa mangiare o evitare di
mangiare.
<> Il tempo da destinare al sonno.
<> Il tempo da destinare al divertimento,
alle vacanze, ad attività libere e personali.
<> 2. È richiesto
un consistente impegno di tempo per incontri dove vengono
esposte le dottrine del gruppo o si tengono rituali
collettivi.
<> 3. Nel caso un membro debba prendere importanti
decisioni personali, deve chiedere il consenso a qualche
rappresentante del gruppo.
<> 4. È richiesto il riferire sentimenti,
attività, pensieri ai superiori.
<> 5. Esistono ricompense e punizioni per i membri
a seconda che si conformino o meno ai comportamenti
ritenuti corretti.
<> 6. Nelle idee o dottrine del gruppo viene
fortemente scoraggiato l'individualismo a favore di
agire, pensare e sentire collettivi.
<> 7. Ci sono regole e controlli rigidi.
<> 8. È richiesta obbedienza e dipendenza da parte
dei membri.
Sezione III -
Controllo dell'informazione
<> 9. Nel
gruppo certe informazioni non vengono deliberatamente
rese pubbliche.
<> 10. Nel gruppo certe informazioni vengono
modificate per renderle meglio accettabili dai membri.
<> 11. Nel gruppo accade che si menta apertamente.
<> 12. È scoraggiata, destituita di importanza o
impedita la lettura di quotidiani, riviste, libri, o
l'ascolto di radio e televisione.
<> 13. Tutte le informazioni critiche o sfavorevoli
al gruppo vengono sistematicamente etichettate come
calunnie, attacchi causati dall'invidia o altre ragioni
che di fatto le screditano completamente.
<> 14. Il contatto tra membri ed ex-membri è
apertamente o implicitamente scoraggiato.
<> 15. Le informazioni provenienti da coloro che
hanno lasciato il gruppo vengono etichettate
negativamente in modo da privarle di credibilità.
<> 16. Non tutte le informazioni sono liberamente
accessibili a qualunque membro.
<> 17. Le informazioni che vengono divulgate
variano a seconda del livello gerarchico dei membri.
<> 18. I livelli gerarchici superiori decidono chi
ha bisogno di sapere che cosa.
<> 19. Si tende a incoraggiare strette
frequentazioni, quasi coppie fisse tra un membro
fidato e altri che si vuole controllare.
<> 20. Si riferiscono abitualmente ai gradi
superiori della leadership pensieri, sentimenti e azioni
non conformi o devianti di altri membri.
<> 21. Si tengono riunioni ristrette dove si parla
di fatti personali di altri membri non ammessi o comunque
non presenti alle riunioni stesse.
<> 22. Il gruppo produce in proprio molto materiale
informativo e di studio (riviste, libri, newletters,
videotapes, audiocassette o altro) la cui lettura è
fortemente incoraggiata.
<> 23. Allo scopo di creare un falso senso di
scientificità, e/o oggettività e/o pluralismo, il
suddetto materiale contiene frasi, citazioni,
affermazioni provenienti da fonti esterne al gruppo; ma
tali citazioni risultano prive di informazioni sul loro
contesto originale, e quindi non si è certi che il loro
senso sia stato mantenuto.
<> 24. Azioni negative o riprovevoli rivelate in
modo riservato da membro a membro vengono poi divulgate
allo scopo di abolire i confini dell'identità personale.
<> 25. Azioni negative o riprovevoli rivelate in
modo riservato da membro a membro vengono poi utilizzate
per manipolare il comportamento individuale, spesso
negando perdono o assoluzioni.
<> 26. In qualsiasi comunicazione tra membri,
specialmente se effettuate in riunioni numerose, è
consigliato o anche obbligatorio attenersi a citazioni da
scritti prodotti dal gruppo, mentre elaborazioni
personali sono scoraggiate o anche proibite.
<> 27. Voci critiche all'interno del gruppo non
sono apertamente rifiutate, ma vengono neutralizzate
secondo vari sistemi:
- - screditandone gli
autori etichettandoli come cattivi
membri, indemoniati,
psichicamente instabili, etc.
- blandendone in privato gli autori,
assicurandoli che le loro idee sono in qualche
modo previste nel futuro del gruppo, ma
sconsigliandoli di esporle pubblicamente in
quanto i membri non sono pronti.
- ammettendo la legittimità della critica ma
ridirigendola abilmente non più sul gruppo ma su
singoli membri che sbagliano.
- permettendone una diffusione esclusivamente
orale, sempre manipolabile, e impedendone
qualsiasi manifestazione scritta.
Sezione IV -
Controllo del pensiero
<> 28.
Vengono esercitate pressioni sia esplicite che implicite
affinché i membri apprendano bene le dottrine del gruppo
e le interiorizzino come Verità.
<> 29. Le interpretazioni della realtà contenute
nelle dottrine stesse vengono presentate come la Realtà
stessa.
<> 30. Tali interpretazioni sono contraddistinte da
una forma di pensiero bianco/nero o tutto/niente
(alternative secche tra due poli, quali essi siano).
<> 31. Assumono particolare importanza le
distinzioni tra Bene e Male e tra Noi (membri) e Loro
(gli altri).
<> 32. Apparentemente i membri si esprimono con
frasi stereotipate; più profondamente si può osservare
che qualunque problema anche complesso viene come
compresso dentro cliché verbali che anziché
favorire la riflessione, l'analisi critica, servono
piuttosto a bloccarla e a semplificarla, col risultato,
visto dall'esterno, di rendere la comunicazione piatta,
banale e scarsamente significativa. Un esempio: un membro
esprime qualsivoglia preoccupazione e gli viene risposto
sei preda dell'attacco del demonio; e la cosa
si ferma lì.
<> 33. Si viene incoraggiati soltanto nei propri
pensieri buoni, appropriati,
corretti. Tali pensieri sono spesso
presentati come soluzioni sicure per ogni tipo di
problema.
<> 34. Si tende a minimizzare l'importanza
dell'analisi razionale e del pensiero critico, e ad
etichettare in modo negativo ogni ricorso ad esse.
<> 35. Vengono largamente utilizzate tecniche per
sospendere il pensiero (considerato negativo)
e per sospendere i propri criteri di prova di realtà a
favore di un affidamento a pensieri positivi;
tali tecniche di norma derivano da nobili e legittime
discipline o tradizioni, ma ne viene distorto l'utilizzo
sia qualitativamente che quantitativamente. Alcuni
esempi:
- - Uso esteso del
cosiddetto Wishful Thinking, che letteralmente
significa: credere vera una cosa solo perché la
si desidera fortemente.
- Uso esteso della salmodia: recitazione ripetuta
di formule, mantra, anche slogan.
- Tecniche di meditazione.
- Preghiera.
- Canto collettivo.
<> 36. Nessuna
questione critica sul leader, sulla dottrina, sulla
politica del gruppo sembra essere legittima.
<> 37. Tutte le persone esterne al gruppo, che
credano in qualcos'altro o in nulla, sono viste come
persone che si stanno perdendo qualcosa della
vita che i membri invece hanno. Dunque l'unico modo per
far sì che anche loro possano realizzare ciò è di
potersi unire al gruppo stesso.
<> 38. Tutti gli altri sistemi di fede o pensiero
(perfino se simili!) sono presentati come dannosi e/o
demoniaci.
<> 39. I leader possiedono o padroneggiano (meglio
di altri membri) tecnicheverbali (vedi n° 32) e/o schemi
di pensiero (vedi n°41 ed anche la sez. VI) grazie a
cui, di fronte a qualsiasi domanda, accusa o problema,
escono sempre e comunque vincitori.
Sezione V - Controllo
delle emozioni
<> 40. In
generale, viene manipolata e ristretta la gamma delle
emozioni che le persone possono provare.
<> 41. Eccessiva sollecitazione del senso di colpa
secondo vari sistemi:
- - I membri sono
portati a sentirsi come se, qualsiasi problema o
fallimento di verifichi, sia sempre comunque
colpa loro, mai del leader, del gruppo, etc.
- Si applicano in modo esteso e strumentale
osservazioni del tipo: non sta vivendo al
massimo del suo potenziale, è a
causa della tua scarsa fede che ti sei ammalato /
che hai avuto un incidente / etc., la
sua famiglia lo limita molto, se non
avete prosperità negli affari non siete buoni
membri, un buon membro non farebbe
mai
etc.
- Determinati sentimenti, azioni o emozioni,
spesso assai comuni e non manifestamente
esecrabili, sono etichettati negativamente tanto
da far sorgere nei membri sensi di colpa per
essi.
<> 42. Attraverso
vari etichettamenti e messaggi si crea nei membri un
senso di paura:
- - di pensare in
modo autonomo;
- del mondo esterno (al gruppo);
- dei nemici (del gruppo);
- di perdere la propria salvezza,
illuminazione, etc.
- di non riuscire più a realizzare ciò che si
desidera;
- di abbandonare il gruppo o di essere evitati o
allontanati da esso;
- di essere disapprovati.
<> 43. Creazione
deliberata di violenti alti e bassi emotivi nei membri.
<> 44. Uso di confessioni rituali e spesso
pubbliche dei propri peccati o colpe.
<> 45. La dottrina del gruppo contiene forti
elementi fobici: si inducono nei membri paure irrazionali
rispetto al lasciare il gruppo, o perfino al solo mettere
in discussione la figura del leader.
<> 46. La persona soggetta a controllo mentale non
è in grado di immaginare alcun futuro realizzato o
positivo se non restando nel gruppo. Ciò è ottenuto
mediante l'induzione di paure, l'adozione di
comportamenti o vari tipi di etichettamento:
- - non è possibile
alcuna felicità o realizzazione al di fuori del
gruppo;
- coloro che lasciano il gruppo vanno incontro a
conseguenze estremamente negative:
inferno, possesso del
demonio, malattie incurabili,
incidenti, suicidio,
pazzia, depressione
cronica, 10.000 reincarnazioni,
etc.
- coloro che lasciano il gruppo vengono da quel
momento evitati e viene chiusa ogni comunicazione
con loro;
- non esiste assolutamente nessun motivo
legittimo per abbandonare il gruppo; dal punto di
vista del gruppo, chi lascia è:
debole, indisciplinato,
incapace di spiritualità,
egoista, condizionato dalla
famiglia, dal partner etc., troppo
interessato al denaro, sotto
stress, sedotto dal sesso, dalla
fama, da
.
Sezione VI - Elementi
ricorrenti nella dottrina
Premessa: data
la grande varietà dei gruppi che possono essere
classificati come SeCoM, non si possono delineare molti
tratti comuni tra le loro dottrine. Esistono però
elementi ricorrenti, di solito coinvolti nelle funzioni
di controllo mentale. Li riportiamo schematicamente in
questa sezione, facendo presente che alcuni di essi sono
stati già evidenziati nelle sezioni precedenti.
Un'osservazione preliminare: molti di questi elementi,
che ad una lettura superficiale possono apparire
paradossali, ricalcano in realtà il funzionamento dei
cosiddetti meccanismi di difesa; tali
meccanismi non sono di per sé patologici, in quanto ogni
individuo li utilizza inconsciamente per una buona
gestione del proprio mondo interiore. Ma per l'individuo,
così come per le sette a controllo mentale, l'uso dei
meccanismi di difesa è talmente massiccio da sostituirsi
progressivamente alla realtà.
- Enunciazione di
conseguenze negative per chi lascia il gruppo.
- Deresponsabilizzazione totale del gruppo e della sua
leadership da ogni problema, che è sempre causato dai
singoli membri, ossia da loro errate percezioni, azioni,
pensieri, sentimenti.
- Esiste un'Unica Via e questa è posseduta dal gruppo
e/o incarnata dalla sua dottrina. Via verso cosa?
Salvezza, Illuminazione, Successo, Autorealizzazione,
Ricchezza, Migliori Relazioni Umane, etc. etc
- Chi cammina su questa Unica Via possiede una
marcia in più rispetto a chiunque altro, dunque
portare sulla stessa via quante più persone possibile è
etichettato come atto di bontà, compassione, altruismo,
etc.
- Presenza di strutture cognitive che permettano di
razionalizzare fatti che costituiscono
apparenti contraddizioni (purtroppo invece
reali!) col principio precedente, ad esempio un membro
povero, sfortunato o disoccupato che vede un non membro
ricco, fortunato e realizzato! Tali strutture cognitive
possono far leva su vari aspetti, tra i quali citerei:
- - volgarizzazioni
della legge del Karma, del Destino, etc.
- invito alla negazione del fatto stesso
etichettandolo come attacco
demoniaco;
- altri elementi dottrinali che spingono comunque
verso la negazione del fatto estendendone
artificiosamente la portata e la prospettiva
temporale, e generando senso di colpa per il
proprio dubitare, come ad esempio: un buon
membro non vede le cose secondo una prospettiva
così limitata
adesso lui è ricco e tu no,
ma nel futuro lui finirà male e tu diventerai
incredibilmente realizzato e/o felice e/o nel
regno dei cieli, etc.
- Il sistema dottrinale
è di norma complesso, articolato, e costellato di
contraddizioni. Può apparire paradossale, ma, come
osserva Margaret Singer, sono proprio questi elementi
(complessità e contraddizioni) a rendere più efficace
il sistema stesso. Personalmente aggiungerei, a conferma
di questo, che tali elementi sono il terreno di coltura
più adatto per tutti i meccanismi di difesa che l'adepto
deve mettere in atto per riuscire a far quadrare la
realtà esterna (se ne è ancora a contatto) col sistema
dottrinale stesso. Uno dei meccanismi principali, secondo
vari studi (Ash, Langone, Singer, etc.) è la
dissociazione: tra le proprie emozioni penose e la loro
origine, tra i propri insuccessi e le loro cause, tra il
proprio Sé prima della setta (etichettato in
negativo) e il proprio Sé nella setta
(etichettato positivamente anche a dispetto di vissuti
penosi). Da queste dissociazioni deriva un crescente
bisogno del rinforzo e dell'incoraggiamento da parte del
gruppo stesso, il che crea le basi per nuove
dissociazioni. Il risultato di questo processo, secondo
M. Langone, è una persona che proclama grande
felicità ma nasconde una grande sofferenza. Egli
riferisce una esperienza comune nei dialoghi tra ex
membri: ciascuno di loro scopre con stupore che anche gli
altri suoi compagni erano degli infelici
sorridenti, che tacevano questo loro vissuto
credendo di essere gli unici a sentirsi così male là
dentro
- Forte accento su sistemi di ricompensa/punizione per
rinforzare l'apprendimento e l'uniformarsi alla dottrina
stessa. Tali sistemi di ricompensa/punizione tendono
gradualmente a sostituire i precedenti sistemi di valori
dei membri.
- De-valorizzazione di ogni pensiero critico, analisi
razionale, specialmente se attuati in autonomia dal
singolo; accento posto sulla debolezza delle capacità di
giudizio del singolo, che viene sempre più incoraggiato
ad attingere a fonti di saggezza superiore
accessibili solo applicando la dottrina del gruppo.
- Deformazione della prospettiva temporale attraverso la
rappresentazione ossessiva di scadenze o
punti di svolta epocali posti in un futuro
spesso anche abbastanza vicino. Talvolta si raggiunge il
ridicolo posticipando tali date progressivamente
attraverso razionalizzazioni assai ardite (ma non agli
occhi degli adepti, evidentemente). Un esempio: William
Miller, predicatore, aveva convinto molti adepti che
Cristo sarebbe tornato sulla terra il 22 ottobre 1844.
Naturalmente non accadde nulla, ma questi, uomo in
definitiva onesto, ammise l'errore, si scusò
pubblicamente, e non predicò più. Peccato che una sua
seguace, Ellen G. White, piuttosto che accettare la cosa
operò una ardita razionalizzazione sui motivi che
avevano spinto Cristo a non tornare quel giorno, e da lì
ebbe poi origine la Chiesa Avventista del Settimo Giorno.
Il test termina qui, ma
è forse opportuno un ulteriore invito alla riflessione.
Quanti più aspetti avete trovato congruenti con le
definizioni date, tanto più è probabile che siate a
contatto con una SeCoM, e tanto più capace di mettere a
rischio la vostra autonomia decisionale per voi stessi,
le vostre famiglie e il vostro ambiente di lavoro.
Il test non pretende di vaticinare in modo assolutamente
neutrale e scientifico quali siano gli intenti del gruppo
che avete sottoposto alla verifica; ma, essendo il frutto
di una sintesi tra numerose ricerche fra loro
indipendenti, svolte in paesi diversi e distanziate tra
loro anche di decenni, esso coglie sicuramente gran parte
delle questioni cruciali riguardanti le SeCoM.
Occorre tenere presente che il confine tra sette innocue
e SeCoM non è assolutamente netto. Da un lato qualsiasi
gruppo ricorre ad alcuni (ma solo alcuni!) dei metodi che
qui trovate elencati per mantenere coesione e fiducia al
suo interno. Dall'altro la presenza di elementi di
controllo del comportamento fisico, come l'allontanamento
dalla famiglia, l'obbligo di cedere i propri averi al
gruppo o di fare proselitismo per le strade possono
condurre a esiti disastrosi. Tra i due estremi ci sono
molte sfumature, che però il test vi mette in grado di
soppesare, prima di decidere di affiliarvi o di uscirne.
Comunque la pensiate, tenete conto di due fattori
decisivi:
1. se dopo un certo
tempo dall'affiliazione vi accorgete che gli scopi del
gruppo non sono più gli stessi ma c'è
dell'altro, o che le richieste del gruppo
(tempo, denaro, impegno) iniziano ad aumentare, questo è
un forte campanello d'allarme.
2. Se, da membri, l'idea di lasciare il gruppo vi
spaventa o vi sembra folle, se non riuscite nemmeno ad
immaginare un vostro futuro fuori, allora
fatevi aiutare ad uscine subito! Ritroverete pian piano
un vero benessere.
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